Principi di Osteopatia



Quando mi sono affacciata per la prima volta al mondo dei Principi di Osteopatia (PO) non mi sembrava racchiudessero una gran profondità. Filosoficamente non c'è niente di speciale nei PO. Attualmente ci sono molte persone che non essendo Osteopati condividono il significato dei PO. Ciò che separa un Osteopata da altre figure che pure condividono i PO è l'applicazione di questi principi. Esattamente nello stesso modo in cui è importante per un corridore capire i principi del correre correttamente. La comprensione filosofica non aiuta se i principi non vengono utilizzati nel modo corretto durante la corsa. Quelli che non applicano questi principi sono come corridori che capiscono le regole della corsa ma non corrono e non applicano queste regole durante la corsa.

Primo Principio Osteopatico: correlazione tra struttura e funzione. Il concetto è semplice, le strutture del corpo sono disegnate per svolgere una funzione specifica. Un Osteopata studia l'anatomia umana fin nel più piccolo dettaglio per poter comprendere al meglio cosa succede sotto le sue mani. Si tratta questa, di una ricerca che prosegue per tutta la carriera dell'Ostopata. L'applicazione dell'anatomia inizia con la comprensione delle strutture di base e dei confini di un corpo vivo e dinamico.

Uno dei passi più importanti nell'apprendimento del Trattamento Manipolativo Osteopatico è imparare a capire la differenza tra la sensazione di ciò che è normale e di ciò che è anomalo. In questo caso, mi riferisco a che vitalità ha sotto le mani una struttura in salute senza disfunzioni in confronto ad una struttura che sta lavorando al di sotto del suo potenziale? Che sensazione dà un muscolo sano? Come sono una fascia o un'articolazione sana? D'altro canto occorre anche capire come si percepisce un tessuto che non è in condizione di normalità.

Una volta che si sono fatti sufficienti progressi nella sensazione che dà un tessuto sano rispetto ad uno con anomalia, allora è possibile procedere ed iniziare ad usar le mani in maniera terapeutica. Si può allora iniziare ad influenzare tessuti e strutture specifici usando una varietà di tecniche tali da ripristinare la normalità. Questo a sua volta migliorerà lo stato di salute. Più avanti va un Osteopata con la propria esperienza e più è tranquillo nella comprensione del concetto che ogni tessuto ed ogni struttura possono andare in disfunzione. Il lavoro dell'Osteopata è visualizzare in maniera creativa come influenzare le strutture. Questo è il perché la conoscenza dell'anatomia è così importante e perché un Osteopata si troverebbe limitato se la sua conoscenza anatomica fosse limitata.

Col tempo, si iniziano ad osservare le interrelazioni di come un corpo lavora in un modo che non è un sentire comune. Come risultato, l'Osteopata utilizza la sua miglior conoscenza anatomica per formare teorie che possano spiegare le osservazioni. Ad esempio, potrebbe iniziare a ragionare sul perché rilasciare le tensioni mandibolari può contemporaneamente comportare un rilascio della dorsale superiore o perché rilasciare un organo addominale possa rilasciare le coste a livello dorsale superiore. È da qui che parte l'applicazione di questo principio e da qui si va direttamente nel secondo principio osteopatico: il corpo come un'unità salutare di mente, corpo e spirito.

Questo principio non è così semplice da capire così com'è descritto. Ogni Osteopata, a diversi livelli della sua carriera riscontra questo principio in maniera differente. Anche un Osteopata molto esperto continua costantemente ad imparare la differenza tra normale ed anormale e come queste situazioni si percepiscono diversamente col tempo, utilizzando un tipo di approccio tissutale che magari, all'inizio della carriera, nemmeno pensava. Questo processo di applicazione anatomica e fisiologica continua per tutta la carriera se si vuole progredire professionalmente. La nostra comprensione della struttura e della funzione è progredita dai tempi in cui i principi furono descritti per la prima volta più di cento anni fa, mentre il corpo continua a lavorare sempre nello stesso modo. Questo permette ad ogni generazione di Osteopati di progredire aggiungendo costantemente materiale al lavoro dei loro predecessori.

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