Il midollo spinale si muove?



Ogni tanto mi viene chiesto se il midollo abbia possibilità di movimento o se sia vincolato ai vari livelli vertebrali. Ebbene, da uno studio effettuato da A. Brieg sia su cadaveri che su pazienti è emerso che il midollo spinale e le sue radici nervose sono capaci di alcuni gradi di flessione plastica. Nello specifico, in condizioni di normale flessione ed estensione della colonna, il contenuto del canale midollare segue i cambiamenti in lunghezza e curvatura del canale stesso senza essere minimamente spostato all’interno del canale stesso. Queste variazioni di lunghezza sono dell’ordine di 4,5-7,5 cm (calcolando da mesencefalo a cono midollare sulla parte dorsale del canale midollare). Di questi centimentri, 0,8-1,4 cm sono il possibile allungamento del tronco cerebrale, 1,8-2,8cm il midollo cervicale, 1-2cm il midollo toracico.

Quando la colonna è in massima lordosi (estensione dorsale), l’esame al microscopio ha evidenziato una piegatura ondulata dei cilindri dell’asse all’interno di midollo spinale ed un accorciamento delle radici nervose.

Quando invece la colonna è in massima cifosi (flessione ventrale) l’allungamento del midollo avviene principalmente con svolgimento e raddrizzamento dei cilindri dell’asse e degli altri elementi della colonna.

Inoltre, in flessione ventrale, la pia madre sembra subire una trazione assiale, mentre in estensione dorsale avviene trazione orizzontale (corrispondente al canale accorciato compresso con la sua sezione trasversa allargata). Si è visto che la pia madre segue queste forze senza apprezzabile resistenza, e le sue componenti assumono la direzione della forza.

Ad un allungamento massimo del canale la pia ha mostrato ‘improvviso irrigidimento’ e capacità di sostenere una trazione di 2-3Kg prima della rottura.

In posizione eretta a riposo non c’è tensione in nessun elemento delle componenti del canale spinale.

Nello stesso studio Brieg ha effettuato simili osservazioni sul cervello posteriore, ovvero sul contenuto della fossa posteriore del cranio dal mesencefalo all’estremità inferiore del midollo allungato. Durante il movimento di testa e collo (flessione, estensione, e flessione laterale a livello delle articolazioni atlanto-occipitale e atlanto-assiale) si sono evidenziate deformazioni a livello di tronco encefalico, parti del cervelletto e nervi cranici da V a XII, con massime alterazioni di forma nella parte dorsale del midollo allungato.

In flessione ventrale i nervi cranici si tendono fra il tronco cerebrale raddrizzato ed il forame di uscita alla base del cranio.

In estensione dorsale, la compressione assiale di queste strutture dà origine ad accorciamento ed allargamento del tronco cerebrale e, piegatura ondulata dei nervi cranici.

E’ possibile anche trasmettere una trazione sul canale al tronco cerebrale ed ai relativi nervi cranici.

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