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Dipendenza ed incapacità di smettere


Dipendenza ed incapacità di smettere

Quando ci si affaccia sul mondo delle sostanze che danno dipendenza, la frase più ricorrente è “Smetto quando voglio”, e molto spesso, erroneamente, si pensa che la dipendenza sia un vizio, una cattiva abitudine, un problema delle personalità più deboli. Si tratta invece di una patologia che va individuata e curata e che spesso è correlata al contesto ambientale.


Queste sostanza hanno un’altissima capacità di assuefazione e dipendenza, tanto più è giovane l’età di chi le assume. La maggior parte delle persone con una dipendenza ha iniziato in adolescenza, periodo in cui matura e si completa (intorno ai 25 anni) lo sviluppo delle aree frontali deputate al controllo del comportamento. Queste sostanze, che siano droghe, alcol, fumo o altro, comportano tutte l’incremento del rilascio di dopamina nel cervello. La dopamina è conosciuta come “la molecola del piacere” e ha la proprietà di rinforzare la memoria della sensazione piacevole spingendo e comportarsi in modo da ottenerla ancora e ancora, creando così nel tempo, dipendenza e sopprimendo le aree frontali (ancor più se non ancora completamente formate) rendendole così incapaci di valutare i rischi e inibire i comportamenti.


La terapia per le dipendenze spesso prevede la sostituzione con la molecola coinvolta nel processo con una ad essa simile, in modo da stimolare le stesse vie attivate dalla sostanza di abuso ma con meno danni. A questa va associata un’adeguata terapia psicologica.


 

Valentina Carlile - Osteopata esperta in Osteopatia applicata a disturbi di Voce e Linguaggio dal 2002. Per informazioni e prenotazioni visita la pagina Contatti