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Salute: curare la voce con le mani, è italiana l'osteopata delle star


Valentina Carlile, milanese, pioniera di una disciplina che ha conquistato l'Olimpo della musica

Milano, 24 gen. (AdnKronos Salute)

Milano, 23 maggio 2008. Il telefono squilla nello studio di Valentina Carlile, giovane osteopata italiana che cura la voce con le mani. All'altro capo del filo la vocal coach di un'artista da centinaia di milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Una di quelle da tour che sfiorano le 100 tappe, per cui la promessa dell'anonimato è un impegno che non si può infrangere. "Quando ho scoperto chi era ho rischiato l'infarto". Comincia così la carriera di Valentina nell'Olimpo della musica. Protagonista di un passaparola ai 'piani alti' dello star system internazionale, che le ha procurato contratti di consulenza con cantanti, attori, speaker radiofonici e oratori di professione, la pioniera dell'osteopatia foniatrica si racconta all'Adnkronos Salute.


Quarant'anni, nata a Sesto San Giovanni nell'hinterland del capoluogo lombardo, Valentina deve all'intuizione di un momento la singolare avventura che l'ha portata dalla 'Stalingrado d'Italia' a varcare la soglia di più di una casa di Beverly Hills: "Nel 2002 - ricorda - collaboravo a un progetto di ricerca sulle disfunzioni dei ballerini al Berklee College of Music di Boston, all'American Ballet e alla Juilliard di New York. Andavo a prenderli in sala prova e spesso, mentre li aspettavo, assistevo alle prove. Un giorno mi sono resa conto che se seguivano le lezioni di canto stando fermi in piedi, oppure mentre si esercitavano nel musical, la voce cambiava. Subito mi si è accesa una lampadina nella testa": il principio cardine su cui si fonda l'osteopatia, quello cioè che "ogni singola parte del corpo è in grado di interagire con l'insieme dell'organismo attraverso il movimento", vale anche per le strutture che controllano la voce, e quindi anche il canto.

Una folgorazione che a Valentina ha cambiato la vita. Per ragioni di contratto chiede silenzio sui nomi, ma nella lista dei suoi pazienti ci sono vere e proprie icone: "Posso solo dire che 15-20 sono molto famosi. Sette italiani e tutti gli altri americani". Fra le altre, l'osteopata milanese vanta anche collaborazioni con tour organizzati da 'stelle' del calibro di Madonna, Michael Jackson, Whitney Houston e Lady Gaga. Basta cliccare sul suo sito per farsi un'idea della portata dei contatti.

"Dopo gli studi in Farmacia all'università Statale di Milano e il titolo di osteopata - spiega Valentina - sono partita per San Diego per conoscere Viola Frymann, un'istituzione dell'osteopatia che chiunque fa il mio lavoro deve incontrare almeno una volta nella vita. Ha 93 anni e ha lavorato fino a tre anni fa. L'ho conosciuta, mi sono appassionata al modo di fare osteopatia negli Usa e ho deciso di tornarci per cercare collaborazioni. E' stato così che ho iniziato a interessarmi al fenomeno voce". Un campo non nuovo per l'osteopatia: "In tanti approcciano i problemi vocali, ma lavorano su respirazione e diaframma". L'esperta italiana ha invece aperto la strada a un inedito lavoro di squadra con foniatri, fonochirurghi, logopedisti e fisioterapisti.

"L'osteopatia era l'anello mancante nel range delle opzioni terapeutiche", e sia nei trial di ricerca clinica sia 'sul campo' "ha dimostrato presto di poter essere un gran punto di forza nel quadro dei possibili interventi". Dalla balbuzie agli errori di pronuncia (dislalie), da raucedine, cali o alterazioni della voce (disfonie) all'afonia, è lunga la lista dei disturbi che l'osteopatia foniatrica può contribuire a trattare. Intervenendo su questi problemi indipendentemente dall'origine: difetti di conformazione, traumi chirurgici o psicogeni, malattie varie, periodi della vita, abitudini scorrette, sforzi eccessivi. Nel caso delle donne anche la menopausa, e persino la sindrome premestruale, possono minacciare la voce causando perdita di forza, estensione, brillantezza.

Tutto inizia da una 'voce vip' che contattò Valentina nel 2008. Una telefonata che non si può dimenticare: "Mi ha chiamato in studio una vocal coach - racconta l'osteopata - dicendomi che seguiva un artista che doveva iniziare un tour e aveva delle difficoltà per le quali aveva deciso di rivolgersi a me, per sapere se potevo aiutarla. Ha voluto fare tre colloqui venendo lei a Milano. Non ha mai fatto nomi, parlava di 'my Artist' o 'the Artist', e io immaginavo fosse un lirico pe