I MUSICISTI E IL LORO CORPO: IMPORTANZA DELL’EFFORTLESS PLAYING




Fare musica è un'attività complessa nonché impegnativa, e richiede una giusta combinazione di attenzione mentale, espressiva e fisica. Ciò è particolarmente vero quando si parla di musicisti professionisti, che richiedono quotidianamente il massimo delle prestazioni. Sebbene la maggior parte dei musicisti sia ben istruita nell'imparare a comprendere e interpretare il repertorio prescelto, la cultura del fisico può spesso limitarsi al contatto con lo strumento. I musicisti devono esercitarsi per molte ore al giorno. Nell’ambito delle Performing Arts Medicine (PAM) è stato riscontrato che quando occorre un danno, è più probabile che questo accada durante lunghi periodi di pratica.


La consapevolezza del proprio corpo e dei suoi bisogni è essenziale per raggiungere le massime prestazioni.

Se ci affacciamo per un attimo al settore sportivo notiamo facilmente come tutti i professionisti dello sport consultino terapisti per consigli su come evitare lesioni, considerare e controllare attentamente la loro dieta, e utilizzare regimi sempre migliori di riscaldamento e raffreddamento.


Come mai questo non avviene per i musicisti?

I musicisti lavorano per lunghe ore in condizioni spesso precarie senza mai considerare i danni a lungo termine che ciò può causare, anche se, proprio come nello sport, il loro corpo è una parte essenziale della loro attività professionale.


Studi recenti confermano che il numero di lesioni e situazioni di interesse medico legate allo strumento è alto. Ancora più preoccupante, forse, è come i giovani musicisti siano colpiti da problemi fin dai primi anni di apprendimento, a volte intrapreso nella prima infanzia. Inoltre, ci sono molti esempi che giungono dai conservatori e dalle scuole di musica sul fatto che, molti studenti che suonano strumenti, scompaiono poi dalla formazione professionale senza lasciare traccia dopo aver segnalato problemi relativi all'esecuzione. È anche noto che una percentuale molto elevata di musicisti diventa poi insegnante, spesso iniziando la pratica in giovane età, quindi il rischio di recidive di problemi fisici e danni a lungo termine nei propri alunni è molto alto. L'idea sembra essere che se si ha un problema, probabilmente non si è stati abbastanza bravi, quindi spesso si ritiene, erroneamente, più opportuno tacerlo. La famosa frase ‘no pain no gain’ non è corretta da questo punto di vista.


Le condizioni fisiche e gli infortuni hanno poco o nulla a che fare con il talento musicale e la possibilità di farcela nell'industria musicale, se vengono affrontati in modo tempestivo e rivolgendosi a dei professionisti. Se non vengono affrontati, saranno un ostacolo insormontabile al successo musicale.


Conoscere il corpo del musicista e come funziona, è un'informazione essenziale per tutti i musicisti. Quando si presentano dei disturbi, è della massima importanza cercare immediatamente un aiuto professionale.

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