Il recupero non è qualcosa che fai dopo lo spettacolo. Inizia prima della prima prova.
- Valentina Carlile DO

- 51 minuti fa
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Nel mondo delle arti performative, il concetto di recupero è spesso frainteso.
Molti performer pensano che il recupero sia qualcosa che avviene dopo una prova particolarmente intensa, dopo la prima dello spettacolo o quando il corpo inizia finalmente a chiedere aiuto. Bagni di ghiaccio, massaggi, stretching, sonno…sono tutti strumenti preziosi, ma rappresentano solo una parte dell'equazione.
La performance professionale non inizia sul palco. E nemmeno il recupero.
Gli artisti di più alto livello non si limitano a recuperare dopo una performance: preparano il proprio corpo affinché il recupero sia già integrato nel processo.
I performer d'élite raramente si allenano lasciando qualcosa al caso.
Ogni prova, ogni spettacolo, ogni giornata di viaggio e ogni impegno promozionale impongono richieste specifiche al corpo e alla voce. Se queste richieste non vengono anticipate, il recupero diventa una risposta ai problemi invece di una strategia di prevenzione.
Una strategia di recupero dovrebbe rispondere a domande come:
Quanto carico fisico comporterà la prova di oggi?
Quale sarà il livello di richiesta vocale?
L'artista è in viaggio?
Quanti giorni consecutivi di spettacolo sono previsti?
Quanto debito di sonno si sta accumulando?
Quali sistemi corporei sono già sottoposti a stress?
Il recupero inizia prevedendo queste variabili prima che diventino un problema.
Valentina Carlile - Osteopata esperta in Osteopatia applicata a disturbi di Voce e Linguaggio dal 2002. Per informazioni e prenotazioni visita la pagina Contatti





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