QUANDO LA MANDIBOLA TRATTIENE LA PERFORMANCE: la libertà emotiva richiede possibilità fisiche


Il rapporto tra tensione mandibolare e recitazione non dovrebbe essere ridotto all’idea che le emozioni siano semplicemente “immagazzinate” all’interno di un muscolo.
La fisiologia umana è molto più complessa.
Ma gli stati emotivi influenzano indiscutibilmente respirazione, tono muscolare, postura, espressione facciale e produzione vocale.
E questi cambiamenti fisici possono, a loro volta, influenzare la libertà con cui un performer riesce a rispondere.
Per un’attrice, quindi, il lavoro sulla mandibola non riguarda semplicemente il trattamento di un’articolazione temporo-mandibolare.
Può significare restituire possibilità al corpo.
La possibilità di sussurrare senza irrigidirsi. Di proiettare la voce senza forzare. Di piangere senza bloccare la gola. Di passare dall’immobilità a un’emozione esplosiva.
E, forse ancora più importante, di uscire da quell’intensità ed essere pronta a farlo di nuovo.
Perché nella performance professionale l’obiettivo raramente è ottenere un unico take straordinario a qualsiasi costo fisico.
L’obiettivo è rendere una performance straordinaria disponibile, adattabile e ripetibile.
Non meno emozione. Non meno intensità.
Meno resistenza non necessaria tra l’attrice e la performance.
Valentina Carlile - Osteopata esperta in Osteopatia applicata a disturbi di Voce e Linguaggio dal 2002. Per informazioni e prenotazioni visita la pagina Contatti





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