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QUANDO LA MANDIBOLA TRATTIENE LA PERFORMANCE: la voce paga il prezzo di una stabilizzazione non necessaria

Immagine del redattore: Valentina Carlile DO
Valentina Carlile DO
12 minuti fa
Tempo di lettura: 1 min
QUANDO LA MANDIBOLA TRATTIENE LA PERFORMANCE: la voce paga il prezzo di una stabilizzazione non necessaria

La produzione vocale dipende dalla coordinazione, non dalla forza isolata.


Respirazione, fonazione, articolazione, risonanza, mobilità cervicale e controllo posturale interagiscono continuamente tra loro.


Se la mandibola e la regione anteriore del collo diventano eccessivamente coinvolte nella stabilizzazione del sistema, l’ambiente laringeo può trovarsi a dover compensare.


Il performer potrebbe descrivere questa sensazione così:

“Riesco ancora a fare la scena, ma sento che la voce non è libera.”


Questa distinzione è importante.


Non è necessario che un performer perda la voce perché un intervento diventi rilevante.


Spesso i primi segnali sono molto più sottili:

la voce richiede un po’ più di sforzo, la mandibola non si rilascia completamente tra un take e l’altro, il collo rimane attivo anche dopo che il momento emotivo si è concluso, oppure il performer necessita progressivamente di un recupero maggiore per riuscire a riprodurre lo stesso risultato vocale.


Sono questioni di efficienza e ripetibilità, non semplicemente di sintomi.



Valentina Carlile - Osteopata esperta in Osteopatia applicata a disturbi di Voce e Linguaggio dal 2002. Per informazioni e prenotazioni visita la pagina Contatti




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