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Valentina Carlile Osteopata
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Tutela dell’Artista e della sua sovraesposizione


Tutela dell’Artista e della sua sovraesposizione

Spesso purtroppo si sente che alcuni Artisti comunicano di aver bisogno di allontanarsi dalle scene per un certo periodo di tempo, per la loro salute.


La sovraesposizione cui molti di essi sono costantemente soggetti ha moltissime ripercussioni sulla loro salute, soprattutto per quanto riguarda disturbi alimentari, depressione, ansia, abusi di

sostanze e in alcuni caso, tentativi di suicidio. Da anni esistono associazioni e veri e propri piani di assistenza in aiuto di queste persone. Alcuni hanno poi deciso di parlare pubblicamente della loro storia, altri non sono pronti o, semplicemente, non vogliono esternare il loro disagio, in cerca di tenere almeno qualcosa di privato, della loro pubblica vita.


La loro carriera inizia quando sono molto giovani e il primo impatto destabilizzante è con l’enorme quantità di pubblico che assiste ai loro concerti. Molti Artisti preferiscono teatri e palazzetti agli stadi, a volte proprio per poter gestire l’ansia da pubblico. Si tratta in fatti di dover gestire 80.000 o 30.000 o 7.000 persone per sera. Un giovane che viene catapultato nello Star System non “nasce imparato” su come gestire il pubblico. L’ansia è proprio il primo elemento destabilizzante con cui si troverà a fare i conti e con esso, la paura di avere un attacco di ansia proprio sul palco. A seguire la costante richiesta prestastiva a causa della quale la richiesta è che producano poi per sempre qualcosa di valido: “Se l’asticella è alta va tenuta alta”.

Alcuni Artisti assumono proprio dei terapisti che li possano seguire nel Tour.


Il mantra è forzatamente “Giorno per giorno… ora per ora” e nel loro non voler deludere nessuno

quando in scena, chiunque li affianchi deve essere un professionista abituato a gestire gli scenari che possono presentarsi, ed è tenuto a fornire tutti gli strumenti necessari affinché la riuscita sia la miglior possibile, facendo però comprendere che anche un errore, qualora capitasse, non toglierà loro nulla e sarà solo un ulteriore gradino per il miglioramento. D’obbligo è anche e soprattutto non sovra esporli ulteriormente divulgando post, foto, notizie che gli stessi non abbiano voluto rendere pubbliche, hanno già così poco di privato.


Siamo così che gli Artisti apprezzino sempre che si dichiari di lavorare con loro o per loro e tutte le volte che si opera su di loro e per quale motivo? Un momento di gloria fa piacere a tutti, ma è così necessario?


Io stessa ho assistito a riunioni e conferenze specifiche dell’argomento e di anno in anno sono

diventata sempre più accorta sia nella comunicazione con l’Artista, sia nella comunicazione

esterna. È un dovere.


 

Valentina Carlile - Osteopata esperta in Osteopatia applicata a disturbi di Voce e Linguaggio dal 2002. Per informazioni e prenotazioni visita la pagina Contatti





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