Perché e quando l'Osteopata per un disturbo di voce?


Il mantenimento di una postura ottimale richiede un continuo aggiustamento, al fine dell’equilibrio, del corpo rispetto alla gravità, ed ogni disequilibrio muscolo-scheletrico consolidato, colpisce la laringe, creando potenzialmente un disturbo vocale (Kuchera, 1997; Hillman, 2019).

Laringe, tratto vocale e articolatori, sono connessi a sterno, colonna cervicale ed cranio.

Inoltre, anche il sistema respiratorio è connesso a colonna, oltre che a coste e pelvi.

Disallineamenti della colonna, come avviene ad esempio nel caso di scoliosi e colpo di frusta cervicale, contribuiscono a determinare uno squilibrio muscolare, sfavorendo i vari assi di movimento (Stokes et al., 1989; Koumbourlis, 2006). Nel primo caso ciò che può venir alterato è la funzione respiratoria dal momento che i diametri toracici si trovano in alterazione, e di conseguenza ciò può modificare la posizione laringea per la sua connessione con vari muscoli dello collo, ad esempio lo sternotiroideo.

Nel secondo caso, una situazione che si produca sul collo che arrivi anche ad alterare la mobilità di una vertebra, specialmente a livello cervicale, può contribuire ad aumentare la tensione dei muscoli faringei, o anche compromettere la funzione neurologica laringea e di conseguenza influenzare negativamente la voce.

Sicuramente si potrebbero decine e decine di altri esempi.

Ma non si tratta mica delle famose disfunzioni somatiche (AACOM, 2017), ovvero di ciò che tratta proprio l’osteopata?

Se da un lato è importante fare attenzione ai disallineamenti, dall’altro è altresì importante correggere l’eccesso di tensione muscolare anche all’interno di un sistema “allineato”. Se il corpo non è libero di muoversi, il paziente ne sarà vocalmente penalizzato (Hillman, 2019).

Tecniche specifiche di valutazione e manipolazione osteopatica laringea (Lieberman e Rubin, 1998, 2000) da anni vengono incluse dai foniatri sia a livello diagnostico che terapeutico (Rubin, 2000; Sataloff, 2005), tecniche queste che, in caso ad esempio di un’alterazione vocale con disallineamento aritenoideo, permettono di differenziare se ci si trovi in presenza di una primarietà a livello di m.cricotiroideo o di un m.cricoaritenoideo posteriore (Sundberg, 1998; Harris, 1998), permettendo poi al professionista Osteopata di operare la scelta tecnica specifica più adatta ed efficace alla risoluzione del quadro disfunzionale. Ovviamente non tutti i quadri disfunzionali sono riducibili in toto, come avviene nei casi di danni da intubazione, esiti di laringectomia parziale, post-chirurgiche di glossectomia, fratture laringee, ma dopo attenta valutazione clinica e considerazione dei limiti e benefici del trattamento osteopatico, l’Osteopata interviene, a fianco del logopedista per il massimo recupero possibile della funzione lavorando sulla struttura disponibile in quel momento perché, se è vero che la struttura governa la funzione (A.T.Still), è vero anche che ogni paziente ha una sua potency che deve essere preservata, conservata e sviluppata.

71 visualizzazioni

© 2002 - 2020 by Valentina Carlile DO